Il presente saggio analizza il quadro normativo e le procedure operative relative alla dichiarazione dei redditi per l’anno d’imposta 2025, con presentazione nel corso del 2026. Vengono esaminati i principali adempimenti fiscali previsti dall’ordinamento tributario italiano, le tipologie di contribuenti obbligati, le scadenze temporali, le modalità di compilazione dei modelli dichiarativi e le principali novità legislative introdotte dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024).
La dichiarazione dei redditi costituisce uno degli istituti fondamentali del diritto tributario italiano, attraverso il quale i contribuenti comunicano all’Amministrazione finanziaria la propria situazione reddituale riferita all’anno d’imposta precedente. Tale strumento, disciplinato principalmente dal D.P.R. n. 917/1986 (Testo Unico delle Imposte sui Redditi – TUIR) e dal D.P.R. n. 600/1973, rappresenta il punto di raccordo tra l’autonoma determinazione dell’imposta da parte del contribuente e i poteri di controllo dell’Agenzia delle Entrate.
Per l’anno d’imposta 2025, con dichiarazione da presentarsi nel 2026, il sistema fiscale italiano si presenta in una fase di transizione particolarmente rilevante, caratterizzata dall’implementazione progressiva della riforma fiscale avviata con la Legge delega n. 111/2023. Tale riforma ha inciso in modo significativo sulla struttura dell’IRPEF, sulle aliquote applicabili, sulle deduzioni e detrazioni ammesse, nonché sulle modalità semplificate di assolvimento degli obblighi dichiarativi.
Soggetti Obbligati alla Dichiarazione dei Redditi 2026
L’obbligo dichiarativo riguarda tutte le persone fisiche residenti in Italia che, nell’anno d’imposta 2025, abbiano percepito redditi imponibili superiori alle soglie di esonero previste dalla normativa vigente. In via generale, sono tenuti alla presentazione della dichiarazione:
- i lavoratori dipendenti con più di un datore di lavoro nel corso dell’anno, o che abbiano percepito redditi da più fonti non assoggettati a ritenuta a titolo definitivo;
- i titolari di redditi di lavoro autonomo, d’impresa individuale o partecipazione in società di persone;
- i soggetti che hanno conseguito redditi di capitale, redditi diversi o redditi fondiari non integralmente tassati alla fonte;
- i contribuenti che intendano far valere detrazioni d’imposta o deduzioni non riconosciute dal sostituto d’imposta;
- i soggetti non residenti che abbiano prodotto redditi in Italia ai sensi dell’art. 23 TUIR.
L’esonero dalla presentazione della dichiarazione è previsto per talune categorie di contribuenti, in presenza di specifiche condizioni reddituali. Sono esonerati, in linea di principio, i lavoratori dipendenti o i pensionati con un unico sostituto d’imposta che abbia operato le ritenute correttamente e per i quali non sussistano redditi aggiuntivi, detrazioni da far valere o rimborsi da richiedere. Il reddito complessivo annuo deve tuttavia rimanere entro i limiti fissati dal D.P.R. n. 322/1998 e successivi aggiornamenti ministeriali.
I Modelli Dichiarativi: Caratteristiche e Differenze
Il sistema dichiarativo italiano prevede tre principali modelli per le persone fisiche: il Modello 730, il Modello Redditi PF e, per i soggetti aderenti al regime forfettario o di vantaggio, forme semplificate integrate nel Modello Redditi. La scelta del modello corretto costituisce una decisione di rilevante importanza pratica, in quanto incide sulle modalità di liquidazione dell’imposta, sulle tempistiche di rimborso e sui rapporti con il sostituto d’imposta.
Modello 730: Il Dichiarativo Precompilato per i Dipendenti
Il Modello 730 è destinato ai lavoratori dipendenti, ai pensionati e agli assimilati che percepiscano redditi assoggettabili alla ritenuta alla fonte. La sua peculiarità consiste nel fatto che l’eventuale debito o credito d’imposta è gestito direttamente dal sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) mediante operazioni di conguaglio in busta paga o sul rateo pensionistico. Il rimborso, ove spettante, viene erogato con la retribuzione del mese di luglio o agosto, mentre il debito è trattenuto a partire dal mese di luglio.
A partire dal 2015, l’Agenzia delle Entrate rende disponibile il Modello 730 precompilato, che utilizza le informazioni già in possesso dell’Amministrazione finanziaria (Certificazione Unica, spese mediche, interessi su mutui, premi assicurativi, contributi previdenziali, ecc.) per prefigurare la dichiarazione. Il contribuente è tenuto a verificarne la correttezza e completezza, potendo accettarla, integrarla o modificarla. L’accettazione senza modifiche garantisce la non assoggettabilità a controllo formale delle spese detraibili già inserite dall’Agenzia.
Modello Redditi PF: Lo Strumento per Autonomi e Imprenditori
Il Modello Redditi Persone Fisiche (ex Modello Unico) è obbligatorio per i contribuenti titolari di redditi d’impresa, di lavoro autonomo professionale, di partecipazione in società di persone o associazioni tra professionisti, nonché per coloro che non possiedono un sostituto d’imposta o intendano presentare la dichiarazione in forma ordinaria. A differenza del 730, il Modello Redditi non prevede conguaglio da parte del sostituto: l’imposta liquidata deve essere versata autonomamente tramite Modello F24 entro i termini di legge.
Scadenze e Termini per la Dichiarazione dei Redditi 2026
La gestione puntuale delle scadenze dichiarative riveste un’importanza cruciale al fine di evitare sanzioni amministrative e interessi moratori. Per quanto concerne il Modello 730, la dichiarazione precompilata è resa disponibile dall’Agenzia delle Entrate a partire dal 30 aprile 2026. Il contribuente può accettarla, modificarla o integrarla entro il 30 settembre 2026. La presentazione tramite sostituto d’imposta o CAF deve avvenire entro il 30 settembre 2026, mentre la trasmissione telematica diretta è possibile fino alla medesima data. È opportuno considerare che i termini di versamento delle imposte eventualmente dovute seguono il calendario stabilito dal D.L. 193/2016 e successive modificazioni.
Il Modello Redditi PF deve essere presentato telematicamente entro il 31 ottobre 2026. I versamenti dell’IRPEF a saldo per l’anno d’imposta 2025 e del primo acconto per il 2026 devono avvenire, in linea generale, entro il 30 giugno 2026 (ovvero entro il 30 luglio con la maggiorazione dello 0,40%), mentre il secondo acconto è dovuto entro il 30 novembre 2026. Tali termini possono essere soggetti a proroga per specifiche categorie di contribuenti (es. ISA) mediante appositi provvedimenti ministeriali.
La Struttura dell’IRPEF 2026: Aliquote e Scaglioni
L’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) è un’imposta personale, progressiva e generale che colpisce tutti i redditi conseguiti dalle persone fisiche residenti in Italia, nonché i redditi prodotti in Italia dai soggetti non residenti. La riforma fiscale introdotta dalla Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023) ha ridotto le aliquote IRPEF da quattro a tre scaglioni, struttura che si consolida anche per il 2026:
- 23% per i redditi fino a 28.000 euro;
- 35% per i redditi da 28.001 a 50.000 euro;
- 43% per i redditi superiori a 50.000 euro.
L’imposta lorda viene determinata applicando le aliquote progressive ai rispettivi scaglioni del reddito complessivo al netto delle deduzioni ammesse. Dall’imposta lorda si detraggono poi le detrazioni per tipologie di reddito (lavoro dipendente, pensione, lavoro autonomo), le detrazioni per familiari a carico e le detrazioni per oneri (art. 15 TUIR), giungendo così all’imposta netta effettivamente dovuta.
Le Deduzioni dal Reddito Complessivo
Le deduzioni riducono il reddito imponibile prima dell’applicazione delle aliquote. Le principali deduzioni previste per il 2026 comprendono: i contributi previdenziali ed assistenziali obbligatori versati all’INPS (integralmente deducibili); i contributi versati ai fondi pensione e alle forme pensionistiche complementari fino al limite di 5.164,57 euro annui; le erogazioni liberali a favore di enti del Terzo Settore; le spese mediche per soggetti portatori di handicap; gli assegni periodici corrisposti all’ex coniuge (escluse le somme attribuite a titolo di mantenimento dei figli).
Le Detrazioni dall’Imposta Lorda
Le detrazioni si sottraggono direttamente dall’imposta lorda. Quelle di maggiore rilevanza pratica includono: le detrazioni per tipologia reddituale (fino a 1.880 euro per i lavoratori dipendenti con reddito fino a 15.000 euro); le detrazioni per familiari a carico (figli, coniuge, altri familiari); le detrazioni per oneri al 19% su spese mediche, interessi su mutui prima casa, premi assicurativi vita e infortuni, spese di istruzione, veterinarie, funebri e altre spese previste dall’art. 15 TUIR. Si segnala che la Legge di Bilancio 2025 ha introdotto la franchigia di 260 euro sugli oneri detraibili al 19% per i contribuenti con reddito superiore a 120.000 euro.
Regimi Fiscali Speciali
Il Regime Forfettario
Il regime forfettario, disciplinato dalla L. n. 190/2014 e successive modificazioni, costituisce il regime naturale per le persone fisiche esercenti attività di impresa, arti e professioni che rispettino le condizioni di accesso. Per il 2026, il limite di ricavi o compensi per l’accesso e la permanenza nel regime rimane fissato a 85.000 euro annui (come stabilito dalla L. 197/2022). L’imposta sostitutiva è pari al 15% (5% per i primi cinque anni per le nuove attività, al ricorrere delle condizioni previste dalla legge) e si applica sul reddito imponibile determinato forfettariamente applicando il coefficiente di redditività al volume dei ricavi/compensi, distinto per codice ATECO.
I contribuenti in regime forfettario sono esonerati dall’applicazione dell’IVA, dall’obbligo di registrazione e tenuta delle scritture contabili, dalla liquidazione periodica IVA e dalla compilazione degli studi di settore/ISA. Tuttavia, sono tenuti alla conservazione dei documenti ricevuti ed emessi e, a partire dal 1° gennaio 2024, anche alla fatturazione elettronica tramite Sistema di Interscambio (SDI).
Il Concordato Preventivo Biennale
Il Concordato Preventivo Biennale, introdotto dal D.Lgs. n. 13/2024 nell’ambito della riforma fiscale, rappresenta una delle novità strutturali più rilevanti del sistema tributario italiano. Tale istituto consente ai contribuenti titolari di reddito d’impresa o di lavoro autonomo, soggetti agli Indici Sintetici di Affidabilità (ISA) o in regime forfettario, di concordare preventivamente con l’Agenzia delle Entrate il reddito imponibile per il biennio successivo, sulla base di una proposta formulata dall’Agenzia stessa.
L’adesione al Concordato Preventivo Biennale consente al contribuente di beneficiare di un regime di sostanziale certezza fiscale per il periodo concordato, con la garanzia che i redditi effettivamente conseguiti, ove superiori a quelli concordati, non saranno assoggettati ad ulteriore tassazione (salvo il superamento delle soglie di fuoriuscita).
La Tassazione dei Redditi Immobiliari
I redditi fondiari, disciplinati dagli artt. 25-43 del TUIR, comprendono i redditi dominicali e agrari dei terreni e i redditi dei fabbricati. Il reddito dei fabbricati è determinato sulla base della rendita catastale rivalutata del 5%, aumentata di 1/3 per le unità abitative (ovvero sulla base dei canoni di locazione se superiori). Per gli immobili non locati, il reddito concorre alla formazione del reddito complessivo IRPEF; per quelli locati, il proprietario può optare per il regime ordinario IRPEF o, ove consentito, per la cedolare secca.
La Cedolare Secca
La cedolare secca è un regime opzionale di tassazione sostitutiva dell’IRPEF e delle relative addizionali sui canoni di locazione di immobili ad uso abitativo. Le aliquote applicabili per il 2026 sono: 21% per i contratti ordinari a canone libero e 10% per i contratti a canone concordato nelle aree ad alta tensione abitativa (ai sensi della L. 431/1998). A decorrere dal 2024, la cedolare secca può essere applicata anche alle locazioni brevi (durata non superiore a 30 giorni), con aliquota del 26% per i redditi da seconda locazione in poi (21% per il primo immobile locato).
Principali Novità Legislative per il 2026
La Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) ha introdotto numerose modifiche di rilievo che trovano applicazione nella dichiarazione dei redditi 2026. Di seguito si illustrano le innovazioni di maggiore impatto sistematico.
La Riduzione del Cuneo Fiscale
La Legge di Bilancio 2025 ha stabilizzato e strutturalmente riformato il meccanismo di riduzione del cuneo fiscale per i lavoratori dipendenti, trasformando il precedente esonero contributivo in una combinazione di detrazioni fiscali e bonus retributivi, con effetti sulla determinazione del netto in busta paga e sulla modalità di recepimento del beneficio in dichiarazione. I lavoratori dipendenti con reddito fino a 20.000 euro beneficiano di una somma aggiuntiva esentasse rapportata al reddito, mentre quelli con reddito tra 20.001 e 40.000 euro godono di una detrazione fiscale di importo decrescente.
Detrazioni per Spese Sostenute dopo il 1° Gennaio 2025
La L. 207/2024 ha modificato il sistema delle detrazioni IRPEF per le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2025, introducendo una progressiva riduzione dell’ammontare detraibile al crescere del reddito complessivo: per i contribuenti con reddito superiore a 75.000 euro, le detrazioni diverse da quelle per carichi di famiglia e da quelle per mutui e assicurazioni in essere sono ridotte sulla base di un coefficiente che tiene conto del numero di figli fiscalmente a carico.
La Revisione delle Addizionali IRPEF
Le addizionali regionale e comunale all’IRPEF, che si liquidano contestualmente all’imposta erariale in dichiarazione, hanno subito modifiche in numerosi comuni e regioni a seguito dell’adeguamento alle nuove aliquote IRPEF. I contribuenti sono tenuti a verificare le aliquote applicate nel proprio comune di residenza al 1° gennaio dell’anno d’imposta, disponibili nel database dell’Agenzia delle Entrate.
Modalità di Presentazione e Adempimenti Correlati
La dichiarazione dei redditi deve essere presentata esclusivamente in via telematica, tramite il servizio “Dichiarazioni” disponibile sul portale dell’Agenzia delle Entrate (accesso con SPID, CIE o CNS), oppure attraverso intermediari abilitati (commercialisti, consulenti del lavoro, CAF). La presentazione cartacea è ammessa, in via residuale, soltanto per il Modello 730 attraverso il sostituto d’imposta o i CAF.
I versamenti delle imposte liquidate in dichiarazione sono effettuati mediante Modello F24, compilato con i codici tributo specifici per ciascuna imposta e periodo di riferimento. La compensazione orizzontale tra crediti e debiti tributari è consentita nel limite di 2 milioni di euro annui (L. 213/2023). Per i crediti IRPEF di importo superiore a 5.000 euro, è obbligatoria la preventiva trasmissione telematica della dichiarazione e il visto di conformità, ai sensi dell’art. 1 del D.L. 78/2009.
Conclusioni
La dichiarazione dei redditi 2026 si inserisce in un contesto normativo in significativa evoluzione, caratterizzato dalla progressiva attuazione della riforma fiscale avviata con la L. 111/2023 e dagli interventi strutturali introdotti dalla Legge di Bilancio 2025. La corretta gestione degli adempimenti dichiarativi richiede una conoscenza aggiornata del quadro normativo, delle scadenze, delle detrazioni e deduzioni disponibili, nonché delle opportunità offerte dai regimi fiscali agevolati.
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