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Codice Ateco per Rider: guida fiscale completa

Quale Codice Ateco scegliere per esercitare l’attività di Rider? Il presente saggio analizza in modo approfondito la disciplina fiscale dell’attività di rider, con particolare riferimento alla scelta del Codice ATECO, al regime fiscale applicabile, agli obblighi contributivi e agli aspetti pratici di gestione dell’attività.

Negli ultimi anni il mercato del lavoro ha assistito a una profonda trasformazione dovuta alla diffusione delle piattaforme digitali e della cosiddetta gig economy, all’interno della quale si colloca l’attività dei rider. La diffusione delle piattaforme digitali di consegna ha dato origine a una nuova figura lavorativa: il rider, ossia il lavoratore che effettua consegne di beni — prevalentemente pasti pronti — per conto di piattaforme di food delivery. Aziende come Deliveroo, Glovo, Uber Eats e Just Eat hanno contribuito a rendere capillare questo modello di lavoro, caratterizzato da forte flessibilità e gestione tramite applicazioni digitali.

Dal punto di vista fiscale e previdenziale, l’attività di rider può essere svolta con diverse forme contrattuali: lavoro subordinato, collaborazione coordinata e continuativa oppure lavoro autonomo con partita IVA. Nel caso in cui il rider operi come lavoratore autonomo, è necessario individuare il corretto codice ATECO, aprire una partita IVA e adempiere agli obblighi fiscali previsti dalla normativa italiana.

L’attività di Rider nel contesto della Gig Economy

Il termine rider identifica i lavoratori che svolgono attività di consegna a domicilio tramite piattaforme digitali. Tali attività comprendono:

  • consegna di pasti (food delivery),
  • consegna di beni di consumo o spesa a domicilio,
  • servizi di corriere urbano o logistica “last mile”.

Questa tipologia di lavoro si caratterizza per alcune peculiarità:

  1. mediazione digitale: il rapporto tra cliente, piattaforma e lavoratore è gestito tramite applicazioni informatiche;
  2. flessibilità organizzativa: il rider decide spesso autonomamente quando lavorare;
  3. remunerazione variabile, generalmente calcolata in base al numero di consegne effettuate o alla distanza percorsa.

Dal punto di vista giuridico, la qualificazione del rapporto di lavoro è stata oggetto di numerose controversie. In alcuni casi i rider sono considerati lavoratori subordinati, mentre in altri casi operano come lavoratori autonomi. Quando l’attività viene svolta in autonomia e con continuità, è spesso richiesta l’apertura di una partita IVA.

Codice ATECO per il Rider: ecco quale scegliere

Il codice ATECO è una classificazione delle attività economiche adottata dall’ISTAT per finalità statistiche e amministrative. Tale sistema viene utilizzato anche dall’Agenzia delle Entrate per individuare il settore economico in cui opera un contribuente e per determinare regole fiscali, studi di settore e indici sintetici di affidabilità fiscale.

Nel caso in cui il Rider decida di svolgere l’attività da freelancer dovrà aprire Partita IVA e comunicare un determinato Codice Ateco. Attualmente l’attività di rider non dispone di un codice ATECO specifico esclusivo. Tuttavia, la prassi amministrativa individua alcuni codici utilizzabili per chi effettua consegne.

Il codice ATECO più comunemente adottato è: 53.20.00 – Altre attività postali e di corriere senza obbligo di servizio universale. Questa categoria comprende: servizi di consegna pacchi, attività di corriere privato e consegne rapide urbane.  Il rider che consegna pasti o prodotti tramite piattaforme digitali può essere assimilato a un corriere urbano, motivo per cui questo codice rappresenta la scelta più diffusa.

In alcuni casi possono essere utilizzati codici alternativi, ad esempio: 49.41.00 – Trasporto di merci su strada. Tuttavia, questo codice è generalmente meno adatto, poiché riguarda attività di trasporto strutturate e spesso richiede iscrizioni specifiche all’albo degli autotrasportatori.

Un altro codice talvolta considerato è: 52.29.22 – Servizi logistici relativi alla distribuzione delle merci. Ma anch’esso risulta più appropriato per operatori logistici organizzati. Di conseguenza, nella pratica fiscale il codice 53.20.00 rimane quello maggiormente consigliato per i rider autonomi.

Come aprire una Partita IVA per rider

Un rider deve aprire Partita IVA quando svolge l’attività in modo abituale e continuativo, supera i limiti delle prestazioni occasionali e collabora stabilmente con piattaforme di consegna. Alcune piattaforme consentono inizialmente la collaborazione con prestazione occasionale, ma in genere quando il reddito supera circa 5.000 € annui diventa necessario aprire la Partita IVA.

L’apertura della Partita IVA può essere effettuata: online sul sito dell’Agenzia delle Entrate, tramite Studio Commercialista, tramite raccomandata ed allo sportello dell’Agenzia delle Entrate.

Per lavoratori autonomi si utilizza il modello AA9/12. Nel form bisogna indicare: dati anagrafici, attività svolta, codice ATECO, regime fiscale scelto ed indirizzo dell’attività. Una volta inviata la domanda, la Partita IVA viene attivata in poche ore o pochi giorni.

Regime Forfettario per svolgere l’attività di Rider

In Italia l’inquadramento giuridico e fiscale di tali lavoratori è stato oggetto di ampio dibattito. Accanto ai rapporti di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata e continuativa, si è diffuso il modello del lavoro autonomo con partita IVA, spesso associato al regime forfettario, un regime fiscale agevolato destinato ai piccoli imprenditori e ai lavoratori autonomi con limitati volumi di ricavi.

Il regime forfettario è stato introdotto dalla Legge n. 190 del 2014 (Legge di stabilità 2015) e rappresenta un regime fiscale semplificato destinato alle persone fisiche che esercitano attività d’impresa o di lavoro autonomo.

La normativa prevede alcune caratteristiche principali:

  • limite di ricavi o compensi annuali pari a 85.000 euro;
  • applicazione di un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali pari al 15%;
  • aliquota ridotta al 5% per i primi cinque anni di attività per le nuove iniziative imprenditoriali;
  • esenzione dall’IVA e semplificazione degli adempimenti contabili.

Il regime è stato concepito per favorire l’avvio di attività autonome e ridurre gli oneri amministrativi per i contribuenti con volumi d’affari limitati.

Calcolo del reddito imponibile nel Forfettario

Nel regime forfettario non si deducono le spese effettivamente sostenute. Il reddito imponibile si determina applicando il coefficiente di redditività ai ricavi. La formula è la seguente: Reddito imponibile = Ricavi * Coefficiente di Redditività. Successivamente si applica l’imposta sostitutiva del 15% (o del 5% per le start-up).

Un rider con ricavi annuali pari a 20.000 euro:

  • reddito imponibile: 20.000 × 67% = 13.400 €
  • imposta sostitutiva (15%): 13.400 × 15% = 2.010 €

A tale importo vanno aggiunti i contributi previdenziali.

Contributi previdenziali INPS per Rider

Oltre alle imposte, il rider titolare di partita IVA deve versare i contributi previdenziali INPS. Le modalità variano a seconda dell’inquadramento:

  • Gestione separata INPS tipica dei lavoratori autonomi senza cassa previdenziale. Il contributo è circa 25-26% del reddito imponibile.
  • Gestione artigiani e commercianti: nel caso di attività assimilata a quella di corriere. I contributi fissi annui sono circa 4.000–4.500 euro; sono previsti anche eventuali contributi aggiuntivi oltre una certa soglia di reddito.

La scelta tra queste due forme previdenziali può incidere significativamente sulla convenienza economica dell’attività.

Per maggiori informazioni e/o per richiedere una consulenza personalizzata contatta il team di Mister Fisco.

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